
“Del diario sconosciuto”
Cronologia del "Diario" e dei fogli sparsi
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Il materiale da me esaminato riguarda testi:
I testi che verranno, successivamente, proposti saranno forniti in ordine cronologico.
Grazie della pazienza
banzai43
Ecco il contesto originario
Sul Diario (17 brani) · 11.12.1977 · 25.12.1977 · 19.01.1977 · 10.05.1977
· 16.05.1977 · 19.05.1977 · 22.05.1977 · 31.05.1977 · 06.07.1977 · 27.07.1977
· 28.07.1977
· cinque facciate bianche · 12.03.1979 · 11.02.1981
Sui fogli sparsi (8 testi aggregati) - Di questi fornisco anche le prime parole
· 1976: La gente in tram è molto triste tragitti tra un posto di lavoro e una ….
· Estate 1977 (prima del 30 Agosto): Da quando sono arrivato, o meglio dopo un giorno che ….
· 30 Agosto 1977: Non sono abituato. Non sono abituato a dire qualcosa di me ….
· 1978: Fare un film. In bianco e nero. Uno solo. Come si dice, ….
· 24.1.1980: (è iniziato il periodo dell’acquario, questo è l’anno). Ho provato a tornare ….
· 26.1.1980: Ho passato due giorni interi a telefonare, ogni quarto d’ora facevo questo numero, ….
· 28.1.1980: Anch’io mi sono sentito in qualche modo liberato dopo questa notte. Più che ….
· Pasqua (6 Aprile) 1980: Come, oramai tanto, tempo fa di nuovo solo con A..... e C.... E come tanto tempo ….
Del diario sconosciuto (1)
Senza data (Per il contenuto, attribuibile al 1976)
(PRIMA PARTE)
Primo foglio
(Scritto con biro azzurra, calligrafia frettolosa, disuguale, ascendente, leggermente piegata a destra )
La gente in tram è molto triste tragitti tra un posto di lavoro e una famiglia; pensavo stamattina mentre appunto ero in tram e guardavo, con la stessa loro faccia, e i loro stessi occhi, la gente sul tram; la fatica pensavo di voler loro bene (la vecchia laida con il cagnolino, l’altre donne che ridono) all’ondeggiamento tra slanci e aperture e il rischio di una chiusura ipocondriaca e velenosa
Che strano è l’amore; si pensa all’altro come a un mondo diverso, misterioso e lontano; ed è con emozione che lo scopri uguale a te, le stesse ansie, le stesse trepidazioni.
parlarti dell’angoscia
da una parte l’angoscia della nostalgia per la felicità di essere insieme acuita magari dalla felicità di una giornata serena, dall’altra l’angoscia per la incertezza di questa situazione, la mia debolezza oggettiva, l’incapacità materiale di spostare le cose a mio favore.
Conto i giorni di questa angoscia come il carcerato segna sul muro i giorni della sua condanna, con lo stesso senso di sollievo verso una incertezza che per il fatto di essere diversa dalla certezza di questa condanna sembra essere una liberazione.
Lo struggimento con il quale ricordavo i tuoi occhi, il tuo profilo, ricercando nei ricordi dei momenti passati insieme piccole cose e grande nostalgia
oppure della riflessione che sto facendo su me stesso e sul nostro rapporto: quello che ti scrivevo nella lettera che t’ho dato prima della tua partenza, con i toni forse un po’ drammatici della tensione emotiva del momento, era che questo rappoto si qualifica attraverso una grande fiammata amorosa, per cui l’ipotesi di un rapporto basato sulla reciproca autonomia, su una reale uguaglianza, trova in questa fiammata un impulso
Mentre il tuo rapporto con C, nato e cresciuto in modo diverso, rapporto privilegiato e per te esclusivo, è entrato in crisi su questo e ha bisogno di “riqualificarsi” attraverso la conquista di questa eguaglianza, di questa autonomia.
Se questo è, come credo, un bisogno profondo e reale, non sei certo tu che puoi permettere al vostro rapporto di fare questo salto, ma tutto dipende da C, dalla sua capacità di rinnovarsi in questo rapporto, per questo rapporto.
Nel mio ottimismo e nella mia fiducia nel prossimo mantengo, o cerco almeno, sufficiente lucidità per capire che in un caso del genere l’obiettivo che ti sei data lo puoi raggiungere attraverso un “nuovo” rapporto, che nasca e cresca su queste basi e che a partire da questo anche gli altri rapporti si possano “riqualificare”.
Quindi attraverso la messa in crisi fino in fondo del rapporto con C.
E’ per questo credo che io sono riuscito a troncare i legami affettivi “tradizionali” che avevo, volendo ricostruirli su un altro terreno; se c’era all’interno di questi rapporti, un senso, un qualche cosa che andasse salvaguardato (cosa che credo di qualunque rapporto fra esseri umani)
Quindi c’è un rischio secondo me, che se non c’è il massimo della tensione l’alternativa diventa il tran-tran (inteso in senso non dispregiativo, ma
nel senso di un rapporto consolidato su basi di cui si sono conosciuti tutti i limiti) del rapporto “privilegiato” che vorrebbe dire l’affossamento di questa ipotesi e in prospettiva l’affossamento “tout court“.
Io dico queste cose per la riflessione, a mente oramai veramente serena, anche sulla mia esperienza personale. Il non aver saputo a tempo debito rompere fino in fondo i vincoli di un rapporto tenuto in piedi per buona volontà su un terreno molto basso di legami ha impedito di potergli dar fiato e prospettive di crescita e di sviluppo.
Sesto foglio
(In stilo, inchiostro nero, calligrafia come nel quarto foglio)
A questo si aggiunge poi un ulteriore elemento di rischio ed è la spinta a difendere se stessi; che è poi secondo me la faccia “maschilista” del femminismo (come, al di là dell’azione di rottura e di provocazione oramai superata ha il turpiloquio femminile). In questo senso: esiste e viene affermata nella pratica un tipo di autonomia che è l’autosufficienza anche emotiva, sentimentale; ma una autosufficienza che si basa sul porre dei limiti alla qualità dei rapporti tra la gente, dei limiti oltre i quali non si va per non farsi troppo coinvolgere e quindi anche “fregare”. Per me è proprio il contrario. Rimanere all’interno di questi limiti vuol dire farsi fregare in realtà,
Settimo foglio
(In stilo, inchiostro nero, calligrafia frettolosa, piegata a destra)
perchè si dipana una rete di rapporti basati poi sostanzialmente sull’utilitarismo (siamo insieme perché è piacevole stare insieme, fare delle cose insieme senza però che nascano gravi problemi ché allora non è più piacevole) che tutto sommato è un terreno assai basso per costruire dei rapporti che è vero non “fanno male”, ma è altrettanto vero non fanno neppure bene, nel senso che non costruiscono nulla che li faccia crescere, approfondire e dare un senso reale alla nostra vita.
La seconda parte è in fase di approntamento.
A presto
banzai43
Del diario sconosciuto (2)
Senza data (Per il contenuto attribuibile al 1976)
(SECONDA PARTE)
Ecco la seconda parte dei 12 singoli fogli interamente bianchi,
di formato quadrato, scritti, quasi tutti, solo sul recto,
uniti, fra loro, da una graffetta metallica.
La prima parte è stata pubblicata ieri, 4 settembre 2007
Ottavo foglio
(In stilo, inchiostro nero, calligrafia come nel foglio sette)
Per me i rischi che ci sono, e i costi soprattutto, nella situazione nella quale siamo, vanno corsi e pagati tutti, altrimenti c’è un rischio molto più grande, l’appiattimento e l’inaridimento della nostra capacità d’avere “rapporti“ e in fin dei conti l’appiattimento e l’inaridimento della nostra vita.
Per questo a 34 anni io sono felice di sentire in me i palpiti dell’adolescenza, sono i palpiti di una vita non ancora spenta del tutto, come avevo in parte pensato ed in parte anche accettato con certa serenità (pensavo però nello stesso tempo che il rapporto con i miei figli -nei suoi limiti- avrebbe significato per me una valida alternativa)
Nono foglio
(Tutto come nel foglio otto)
E questa occasione che ho in te non intendo assolutamente perderla né per me, né per te L….
Decimo foglio
(In stilo, inchiostro nero, calligrafia molto nervosa e disordinata,
piegata a destra, varie cancellature per ripensamenti)
L’inventario dei ricordi, è tutto quello che ho
2 occhi asimmetrici d’un colore irripetibile
un quadrifoglio colto nell’aia d’una cascina
2 lettere
una scatolina dipinta rimasta una settimana in borsa
una rosa appassita di quelle che ti portò tua madre
e poi nella vita quotidiana fulminazioni di immagini come se in nel film della vita, e dei pensieri delle occupazioni quotidiani, si inserissero dei fotogrammi, chissà come e perché, una via di Spoleto, il tuo profilo in macchina, un gesto, un oggetto, mai parole, sempre immagini; l’ombra trafitta da raggi misteriosi in una valletta sul lago di Como, una pasticceria di Alba, una strada in discesa lungo un muro di Bobbio; forse questa è la vita un film in bianco e nero folgorato da fotogrammi a colori.
Retro del decimo foglio
(In stilo, inchiostro nero, calligrafia come sul recto)
il ricordo atroce di una discussione sballata in un ristorantino di Spoleto, un ricordo angustiante.
Undicesimo foglio
(In matita, calligrafia disordinata, numerose le cancellature)
Perdonami L. Mi sentivo abbandonato e respinto, ti sentivo incurante e indifferente verso di me.
Avevo un desiderio non di vendicarli, ma come di fare i conti dare e chiedere, soprattutto chiedere, delle spiegazioni.
Poi t’ho vista e non capivo più cosa avevo da chiederti, annaspavo con le mie domande assurde.
Perdonami.
Ho ritrovato la dolce ma dolorosa nostalgia, tutta
Retro dell’undicesimo foglio
(In matita, calligrafia come sul recto)
tenerezza per te. Ne sono così felice.
Ho letto la tua lettera; non ho nulla da dire.
Prendo atto di ciò che tu m’hai detto, di ciò che tu mi hai scritto; non posso dire che comprendo del tutto le tue conclusioni, perché io credo che se era sbagliato pensare in un senso prima (dando cioè forza quando non ce n’era) così forse è sbagliato o è la conseguenza della forzatura precedente forzare nell’altro senso adesso.
Io credo che esistano dei fili, forse fatti con l’erba e i fiori della primavera che ci legano. sono le nostre mani sulle foglie,
Dodicesimo foglio
(In matita, calligrafia come nel foglio undici. Alcune correzioni.)
i racconti della tua infanzia, il tremito delle nostre bocche, la dolcezza e la serenità di stare vicini, il sorriso negli occhi.
Io credo che questi fili non cadranno perché ora è autunno e poi verrà l’inverno. Io non voglio che cadano, non chiedo che leghino le nostre vite come catene, credo solo che sia un bene per entrambi fare in modo che non si spezzino: esili forse, ma cari e teneri.
….”perché oltre tutto quella ditta ti fornisce anche …” la voce dei commessi di De Magistris nel cortile, e il fatto che tutto conta niente.
del Diario sconosciuto (6)
19.5.77 (PRIMA PARTE)
E' il sesto testo del quaderno; in stilografica e inchiostro nero. Fra le pagine un piccolo fiore, con sei petali disposti a stella in cima ad un lungo stelo alla cui base vi è una foglia larga a forma di zappa e, più sopra, poco prima del fiore, una seconda piccola foglia arricciata.
LA SECONDA PARTE VERRA' PUBBLICATA DOMANI
_______________ by banzai43

e perché non riprendere anche a disegnare?
Ma chi mi credo di essere, uno che rinasce a 35 anni?
C’è una cosa buona: ho voglia di tenere ‘sto diario.
__________ by banzai43

Dal corridoio della mensa del corriere alle 9 di stasera.
_______________ by banzai43